Nani verdi 7a
durante il suo leggendario tentativo in libera ai Nani verdi, 7a, giugno 1980, Foresto.
Foto: M.Degani
Orrido di Foresto, Val di Susa
Prima libera: M. Bernardi, 1980
Questa volta ancora prima di parlarvi di “vie” voglio parlarvi di gabbie. Quelle dentro le quali inconsapevolmente ci facciamo rinchiudere. Le gabbie delle convenzioni, delle opinioni, delle abitudini e spesso delle comodità. Sì, perché così fan tutti e quindi perché astenersi dal comodo conformismo? Queste due vie, come tante altre nella storia, sono figlie di due evasi. Di due climber che sono stati capaci di fuggire da quel recinto, o meglio, non ci si sono proprio mai chiusi dentro.
La prima via è Nani verdi: un muro di venti metri messo alla base di una parete che poi sale di altri 60. Una gola stretta al fondo di un piccolo paese che sin dall’inizio ha visto una continua processione di arrampicatori spesso nelle giornate piovose, quando gli strapiombi davano riparo ai gruppi di accademici e fricchettoni del nuovo mattino. Era spesso la pioggia a riunirli sotto quei tetti e a chiuderli in una serie di abitudini d…