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Indice

Up Climbing 18

Sommario

  • Editoriale

    Editoriale
    portaledge in parete
  • Gli aspetti psicologici del rischio

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • La gestione del rischio

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Breve vocabolario del rischio

    Storia di Copertina
    alpinista in azione
  • Il rischio in falesia

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • L’azzardo e il rischio in alpinism

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • La Via per la Montagna

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Un senso alla vita

    Storia di Copertina
    foto panoramica
  • Rischio in parete

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • La voce del compagno silenzioso

    Personaggi
    arrampicatore in parete
  • Il rischio, uno stimolo per la crescita

    Storia di Copertina
    climber su boulder
  • La mia sottile linea rossa

    Storia di Copertina
    cordata in parete
  • Con il vuoto allo stomaco

    Personaggi
    alpinista in azione
  • Accetto il rischio per cercare il sogno e la Luce

    Personaggi
    arrampicatore in parete
  • Oltre le finte sicurezze

    Personaggi
    alpinista in azione
  • Ma non hai paura a rischiare così la vita?

    La rubrica della Ming
    veduta di montagna
  • The Alpinist

    Recensione
    alpinista in azione
  • Vetrina Prodotti

    Vetrina Prodotti
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Un senso alla vita

Testo
Andy Kirkpatrick
Traduzione
Luca Calvi
Foto
Archivio Andy Kirkpatrick
foto panoramica
Espen Fadnes

si mantiene caldo nella Queen Maud Land, Antartide

Ho finito le dita delle mani e dei piedi a disposizione per contare i morti ormai parecchio tempo fa. Dapprincipio persi i miei primi eroi, quelli dei quali avrei voluto rispecchiare la vita, scomparsi uno dopo l’altro, una sorta di lezione ad ogni morte, una necrologia dietro l’altra nel giro di brevissimo tempo. Certo, qualcuno è anche morto nel proprio letto circondato dall’affetto dei nipotini, ma non sono stati poi tanti.

Toccò poi agli scalatori più vicini, gente normale come me, ma ancora distanti, non miei compagni, quindi emozionalmente sacrificabili; come quelli morti durante le gare automobilistiche, parte del gioco degli scalatori, il prezzo da pagare.

Alla fine, quando ormai ero arrivato ad avere una sorta di vita da eroe, il riflesso di un riflesso, iniziai a fare la conta dei miei amici, giovani ed anziani, alcuni che morivano da eroi, ma la maggior parte no, morivano in modi per lo più tragicamente banali ed evitabili, per essere scivolati od inciampati. Iniziai a se…