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Indice

Up Climbing 18

Sommario

  • Editoriale

    Editoriale
    portaledge in parete
  • Gli aspetti psicologici del rischio

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • La gestione del rischio

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Breve vocabolario del rischio

    Storia di Copertina
    alpinista in azione
  • Il rischio in falesia

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • L’azzardo e il rischio in alpinism

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • La Via per la Montagna

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Un senso alla vita

    Storia di Copertina
    foto panoramica
  • Rischio in parete

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • La voce del compagno silenzioso

    Personaggi
    arrampicatore in parete
  • Il rischio, uno stimolo per la crescita

    Storia di Copertina
    climber su boulder
  • La mia sottile linea rossa

    Storia di Copertina
    cordata in parete
  • Con il vuoto allo stomaco

    Personaggi
    alpinista in azione
  • Accetto il rischio per cercare il sogno e la Luce

    Personaggi
    arrampicatore in parete
  • Oltre le finte sicurezze

    Personaggi
    alpinista in azione
  • Ma non hai paura a rischiare così la vita?

    La rubrica della Ming
    veduta di montagna
  • The Alpinist

    Recensione
    alpinista in azione
  • Vetrina Prodotti

    Vetrina Prodotti
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La Via per la Montagna

Testo
Paul Pritchard
Traduzione
Luca Calvi
arrampicatore in parete
Totem Pole

Foto: Matthew Newton

Durante la scalata del Totem Pole, in Tasmania, un masso di dolerite grande quanto un computer portatile mi arrivò dritto sul cranio da venticinque metri d’altezza. Dopo quell’incidente sono diventato disabile. Sono un emiplegico, non ho l’uso del braccio destro e ho la gamba destra molto debole. Sono rimasto in ospedale per un anno e da allora ho problemi con la parola e con la memoria. 

Era da un po’ di tempo che mi rendevo conto di come per la mia vita avessi bisogno delle montagne e delle scalate tanto quanto dell’acqua e del cibo. Erano passati ormai undici anni da quando avevo riportato la mia lesione cerebrale e mi stavo abituando a passo lento ma sicuro a quel mio nuovo corpo. Negli ultimi anni ero andato a scalare ogni settimana ed avevo perfezionato la mia tecnica per muovermi con un braccio solo e con una gamba e mezza. Fino ad allora mi ero categoricamente rifiutato di scalare da primo per la semplice ragione che lo ritenevo troppo pericoloso. Lì ad Arco, però, alla base …