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Indice

Up Climbing 18

Sommario

  • Editoriale

    Editoriale
    portaledge in parete
  • Gli aspetti psicologici del rischio

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • La gestione del rischio

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Breve vocabolario del rischio

    Storia di Copertina
    alpinista in azione
  • Il rischio in falesia

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • L’azzardo e il rischio in alpinism

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • La Via per la Montagna

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Un senso alla vita

    Storia di Copertina
    foto panoramica
  • Rischio in parete

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • La voce del compagno silenzioso

    Personaggi
    arrampicatore in parete
  • Il rischio, uno stimolo per la crescita

    Storia di Copertina
    climber su boulder
  • La mia sottile linea rossa

    Storia di Copertina
    cordata in parete
  • Con il vuoto allo stomaco

    Personaggi
    alpinista in azione
  • Accetto il rischio per cercare il sogno e la Luce

    Personaggi
    arrampicatore in parete
  • Oltre le finte sicurezze

    Personaggi
    alpinista in azione
  • Ma non hai paura a rischiare così la vita?

    La rubrica della Ming
    veduta di montagna
  • The Alpinist

    Recensione
    alpinista in azione
  • Vetrina Prodotti

    Vetrina Prodotti
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La mia sottile linea rossa

Testo
Marcin “Yeti” Tomaszewski - Camp-Cassin /Boreal
Traduzione
Luca Calvi
cordata in parete
Katmandu calate dalla parete rocciosa dell’avancorpo

Foto: Arch. M. Tomaszweski

Avevo quindici anni quando iniziai la mia avventura con le scalate. Ero libero da impegni e responsabilità e a spingermi era una forza che allora non riuscivo a capire.

Il mio futuro venne scritto quando ero piccolo. Mi ero ammalato di un difetto cardiaco congenito che mi aveva separato dai miei coetanei e tenuto lontano da una vita spensierata e piena di gioia. Il tempo trascorso in un luogo dove la morte era vicina mi cambiò per sempre e si trasformò nella forza che permise alla mia vita di andare avanti in un mondo non più limitato dalle pareti delle stanze d’ospedale. Nessuno mi aveva insegnato i limiti, così questa corsa divenne una fuga rischiosa da una vita che non capivo e dalle persone di cui avevo paura.

Ragazzo ribelle di un quartiere popolare, stavo seduto per ore davanti al cancello, cercando invano il senso della vita in quella posizione. Facevo disegni sulle scale con i pennarelli, facevo a botte per strada e ascoltavo i Beastie Boys nelle cuffiette del walkman. A scu…