Editoriale
B. Moretti e L. Filocamo sul I° tiro dello Spigolo di Ferrante, 5c, Parete del Chiromante.
Foto: B. Vitale
L’inverno 2019-2020 sembra già sul punto di finire. Forse mai come quest’anno, soprattutto sul versante meridionale delle Alpi, ci sono state, negli ultimi vent’anni, condizioni particolari e insolite: prima neve durissima e ghiacciata, foriera di non pochi incidenti gravi, poi una completa assenza di precipitazioni, con secco perfetto, ottimo per prestazioni estreme su roccia, ma disperante in seguito, nel nuovo anno, entro una curiosa risalita termica, soprattutto per i cascatisti.
Qui e là, primule e bucaneve si affollano sin da metà febbraio a testimoniare quello che in molti già sanno: i mutamenti climatici non sono un concetto proprio di un futuro possibile, ma la concreta realtà di un presente in atto e difficilmente prevedibile.
Nel frattempo, mentre alcuni attendono scientificamente le Olimpiadi, ormai alle porte, come l’inizio di una nuova era, altri, sulla rete, sollevano pesanti dubbi sulla positiva influenza di queste ultime rispetto alla pratica alpinistica e dell’arra…