Ebbrezza d‘arrampicata
su Spirito Guida, 8a, 1993.
Foto: S. Zolli
L’esperienza mi coinvolse subito, moltissimo. Con mio fratello comprammo il materiale strettamente necessario per arrampicare e cominciammo a frequentare Ciampino, una vecchia cava abbandonata, dove gli speleologi praticavano le loro manovre in discesa e gli arrampicatori in salita. Chi era solo poteva trovare sempre qualcuno con cui legarsi oppure a bassa quota si poteva praticare il sassismo, l’odierno bouldering.
Imparammo a fare nodi e manovre rubando con gli occhi, mentre l’arrampicata ci veniva decisamente facile. Si estraeva a sorte una pagliuzza per chi doveva andare da primo di cordata, e quando capitava a me ero sempre estremamente felice. Eravamo coraggiosi oppure incoscienti, non l’ho mai capito.
Oramai ero preda, non pensavo ad altro; era diventata una necessit…