Cosmogonia verticale
Sperlonga anni Ottanta.
Foto: Arch. Grazzini
Non ho fatto corsi, ho iniziato ad arrampicare così, passando dalle vie ferrate alle vie di roccia senza percepire poi una grande differenza. Leggevo le guide del Berti sulle Dolomiti, mi inebriavo della sua retorica poetica, e avevo iniziato a leggere Bonatti e Messner. Non avevo sovrastrutture, è bello iniziare così, e l’amore per l’ambiente e per quello che facevo era sufficiente a generare un profondo rispetto e una rigida etica.
Con un gruppo di giovani coetanei, poco più o poco meno che minorenni, ci accompagnavamo a Vito Plumari, il vecchiaccio, reduce della Campagna di Russia, felice di accompagnarci in macchina al Morra e condividere con noi storie e arrampicate. Quell’uomo, precocemente invecchiato nei lineamenti, mezzo polmone in meno, un alluce sostitui…