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Indice

Up Climbing 16

Sommario

  • Editoriale

    Editoriale
  • Ed infine venne la plastica..

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • Indoor Vs outdoor

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Dalle stalle alle stelle!

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Agonismo. Perché? E dove andrà?

    Storia di Copertina
    in palestra
  • Non di sole falangi

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Inside a competitor

    Storia di Copertina
    climber su boulder
  • A Tokyo e oltre

    Storia di Copertina
    foto di gruppo
  • L’allenamento per l’arrampicata dall’amatore all’agonista: problematiche attuali e nuove prospettive

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • L’ombelico del nostro mondo (nessuna regola)

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • Come i milanesi uscirono dai garages

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • Nel bel mezzo di Parma

    Storia di Copertina
    palestra indoor
  • L’anomalia romana

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Non è mai soltanto una questione di arrampicata

    Storia di Copertina
    climber su boulder
  • Amsterdam, la città delle palestre

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Giappone, l’impero della plastica

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Viktoriia Meshkova, la Zarina

    Personaggi
    arrampicatrice in parete
  • Con i Ragni in Bulgaria

    Focus
    arrampicatore in parete
  • Le vie perdute

    Ideas
    tracciati
  • Ho iniziato ad arrampicare perché mi piaceva un ragazzo…

    La rubrica della Ming
    ritratto
  • Vetrina Prodotti

    Vetrina Prodotti
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Nel bel mezzo di Parma

Testo
Andrea Gennari Daneri
palestra indoor

Superbloc 1998, 458 iscritti, i muri che si vedono nella foto sono stati montati la notte priima e saranno smontati la notte stessa

Nel bel mezzo di Parma, città in lizza per il titolo di “luogo in Italia più lontano dalla prima roccia interessante”, nel 1983 c’eravamo io, Marco Risoli e Beppe Cocconcelli. Quando non uccidevamo un albero di trazioni, eravamo impegnati a fare una delle attività per cui al giorno d’oggi ti farebbero inseguire dai cani: scalare i muri di mattoncini insicuri della Cittadella, monumento-fortezza del 1700, unico rilievo nel raggio di 70 chilometri (di curve da vomito) dall’uscita della città. Che scalassimo in toprope o che facessimo boulder in scarpe da ginnastica sui suoi muri sbrecciati, che attraversassimo in strapiombi archetti e volte, la morale era sempre quella: imitare, imitare, imitare. Cercare di far assomigliare i nostri allenamenti a quello che nei weekend avremmo trovato su roccia, a Bismantova, al Muzzerone, a Finale.

Il succo di questa prima parte del discorso, la lontananza dalla roccia, è il genitore uno della storia del primo gestore professionista di una sala d’arra…