Ho iniziato ad arrampicare perché mi piaceva un ragazzo…
Fin da quando ero piccola, mio padre mi portava ad arrampicare nelle pareti di casa, in corrispondenza di rifugi dove ci fermavamo a far merenda e a bere la cioccolata calda. Erano per lo più paretine appoggiate che salivo con gli scarponcini e con una grossa mano da parte sua grazie alla corda dall’alto.
Insomma, quella della scalata era per lo più una scusa per poi andare in rifugio o raccogliere le castagne nel bosco.
Sapevo già però, e questo dettaglio non è da poco, che più di ogni altra cosa amavo stare all’aria aperta e sentire sulla mia pelle il trascorrere del giorno e il mutare delle stagioni, quelle cose che sembrano scontate, ma quando si vive in una città in realtà non lo sono affatto e capirle già quando si è giovani è un bene inestimabile.
All’epoca infatti trascorrevo la maggior parte del mio tempo a Torino, la città dove sono nata, e questo mi faceva sentire come in una prigione. L’unico modo che avevo di “fuggire” era attraverso le mie passioni: sport e musica. Il…