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Indice

Up Climbing 16

Sommario

  • Editoriale

    Editoriale
  • Ed infine venne la plastica..

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • Indoor Vs outdoor

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Dalle stalle alle stelle!

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Agonismo. Perché? E dove andrà?

    Storia di Copertina
    in palestra
  • Non di sole falangi

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Inside a competitor

    Storia di Copertina
    climber su boulder
  • A Tokyo e oltre

    Storia di Copertina
    foto di gruppo
  • L’allenamento per l’arrampicata dall’amatore all’agonista: problematiche attuali e nuove prospettive

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • L’ombelico del nostro mondo (nessuna regola)

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • Come i milanesi uscirono dai garages

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • Nel bel mezzo di Parma

    Storia di Copertina
    palestra indoor
  • L’anomalia romana

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Non è mai soltanto una questione di arrampicata

    Storia di Copertina
    climber su boulder
  • Amsterdam, la città delle palestre

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Giappone, l’impero della plastica

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Viktoriia Meshkova, la Zarina

    Personaggi
    arrampicatrice in parete
  • Con i Ragni in Bulgaria

    Focus
    arrampicatore in parete
  • Le vie perdute

    Ideas
    tracciati
  • Ho iniziato ad arrampicare perché mi piaceva un ragazzo…

    La rubrica della Ming
    ritratto
  • Vetrina Prodotti

    Vetrina Prodotti
Indice

Ho iniziato ad arrampicare perché mi piaceva un ragazzo…

Testo
Federica Mingolla
ritratto

Fin da quando ero piccola, mio padre mi portava ad arrampicare nelle pareti di casa, in corrispondenza di rifugi dove ci fermavamo a far merenda e a bere la cioccolata calda. Erano per lo più paretine appoggiate che salivo con gli scarponcini e con una grossa mano da parte sua grazie alla corda dall’alto.

Insomma, quella della scalata era per lo più una scusa per poi andare in rifugio o raccogliere le castagne nel bosco.

Sapevo già però, e questo dettaglio non è da poco, che più di ogni altra cosa amavo stare all’aria aperta e sentire sulla mia pelle il trascorrere del giorno e il mutare delle stagioni, quelle cose che sembrano scontate, ma quando si vive in una città in realtà non lo sono affatto e capirle già quando si è giovani è un bene inestimabile.

All’epoca infatti trascorrevo la maggior parte del mio tempo a Torino, la città dove sono nata, e questo mi faceva sentire come in una prigione. L’unico modo che avevo di “fuggire” era attraverso le mie passioni: sport e musica. Il…