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Indice

Up Climbing 16

Sommario

  • Editoriale

    Editoriale
  • Ed infine venne la plastica..

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • Indoor Vs outdoor

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Dalle stalle alle stelle!

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Agonismo. Perché? E dove andrà?

    Storia di Copertina
    in palestra
  • Non di sole falangi

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Inside a competitor

    Storia di Copertina
    climber su boulder
  • A Tokyo e oltre

    Storia di Copertina
    foto di gruppo
  • L’allenamento per l’arrampicata dall’amatore all’agonista: problematiche attuali e nuove prospettive

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • L’ombelico del nostro mondo (nessuna regola)

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • Come i milanesi uscirono dai garages

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • Nel bel mezzo di Parma

    Storia di Copertina
    palestra indoor
  • L’anomalia romana

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Non è mai soltanto una questione di arrampicata

    Storia di Copertina
    climber su boulder
  • Amsterdam, la città delle palestre

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Giappone, l’impero della plastica

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Viktoriia Meshkova, la Zarina

    Personaggi
    arrampicatrice in parete
  • Con i Ragni in Bulgaria

    Focus
    arrampicatore in parete
  • Le vie perdute

    Ideas
    tracciati
  • Ho iniziato ad arrampicare perché mi piaceva un ragazzo…

    La rubrica della Ming
    ritratto
  • Vetrina Prodotti

    Vetrina Prodotti
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Le vie perdute

Testo
Alessio Conz
tracciati

Dedalo dolomitico verticale .
Foto: A. Conz

Nel nostro immaginario di arrampicatori le vie sono linee perfette.

Per i primi alpinisti e arrampicatori questo era certamente vero; basti pensare alla linea della Comici alle Lavaredo, o della Solleder alla Civetta.

Una sola linea che incide la parete. Un sogno pietrificato.

Anche oggi, spesso le vie nuove vengono presentate come un unico tracciato sulla parete, a rafforzare questa idea. Nella mente degli apritori la creazione rimane opera d’arte indipendente e assoluta. Ma cosa succede se andiamo a tracciare i vari percorsi esistenti?

Nelle pareti di fondovalle vedremo un dedalo di tracciati, un’autentica FALESIZZAZIONE DELLE PARETI.

Vie che corrono a breve, brevissima distanza, varianti, collegamenti; ogni metro di parete viene sfruttato per l’arrampicata; nessun lembo resiste alla compulsiva necessità degli scalatori di provare l’ultima fessura, l’ultima placca, l’ultimo strapiombo. Tant’è, ormai le pareti di fondovalle sono state consacrate da tempo a questo scopo.

Però ri…