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Indice

Up Climbing 16

Sommario

  • Editoriale

    Editoriale
  • Ed infine venne la plastica..

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • Indoor Vs outdoor

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Dalle stalle alle stelle!

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Agonismo. Perché? E dove andrà?

    Storia di Copertina
    in palestra
  • Non di sole falangi

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Inside a competitor

    Storia di Copertina
    climber su boulder
  • A Tokyo e oltre

    Storia di Copertina
    foto di gruppo
  • L’allenamento per l’arrampicata dall’amatore all’agonista: problematiche attuali e nuove prospettive

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • L’ombelico del nostro mondo (nessuna regola)

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • Come i milanesi uscirono dai garages

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • Nel bel mezzo di Parma

    Storia di Copertina
    palestra indoor
  • L’anomalia romana

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Non è mai soltanto una questione di arrampicata

    Storia di Copertina
    climber su boulder
  • Amsterdam, la città delle palestre

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Giappone, l’impero della plastica

    Storia di Copertina
    climber in palestra
  • Viktoriia Meshkova, la Zarina

    Personaggi
    arrampicatrice in parete
  • Con i Ragni in Bulgaria

    Focus
    arrampicatore in parete
  • Le vie perdute

    Ideas
    tracciati
  • Ho iniziato ad arrampicare perché mi piaceva un ragazzo…

    La rubrica della Ming
    ritratto
  • Vetrina Prodotti

    Vetrina Prodotti
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Editoriale

Testo
Eugenio Pesci

Ci fu un tempo in cui, alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso e nei primi anni Settanta, il gesto dell’arrampicata, esaurita la spinta eroica dell’alpinismo classico, sembrava destinato ad un modesto futuro destino: un’attività per pochi eccentrici, funamboli, vagamente solitari o socialmente laterali.

Lontana anni luce da qualsiasi parentela e mediatizzazione psicomotoria, la pratica dello scalare rocce era in netta, tangibile, irrimediabile decadenza.

Lontanissimi i tempi di Emilio Comici, Paul Preuss, Tita Piaz.

Ma, come scrisse il giovane Hegel in un momento di lucidità filosofica suprema, “la realtà è infinitamente più complessa delle rappresentazioni che noi ci facciamo di essa”.

Così, nello spazio di pochi decenni, da semi defunta l’arrampicata su roccia è risorta, dapprima nel puro sassismo ludico e un po’ psichedelico, poi nel free climbing, atto liberatorio per corpo e anima. Infine nell’arrampicata sportiva, in falesia e parete, relativamente sicura: uno sport,…