Mani di gesso
Perché la mano? Semplicemente perché è la parte del corpo più sensibile, quella collegata direttamente al cervello, quella parte che non ha bisogno della luce per vedere, per capire; la mano sostiene, salva, ama: migliaia di terminazioni nervose che lavorano insieme, che trasmettono dati. Dalla stretta di mano si capisce il carattere di una persona, ma molte volte anche la professione, lo sport praticato, l’energia che possiede. E poi la forza, sensibilità e forza insieme, il massimo. Non posso negare di essere un po’ di parte esaltando la bellezza della mano che scala; sono affascinato dal rapporto di essa con l’appiglio, che diventa metafora della vita e poi il magnesio, che ne esalta le forme e la pastosità delle tinte. Roccia e mano: il confronto fra questi due elementi materialmente agli estremi, ma complementari e filosoficamente simili. In questo caso, al di là del lato fisico, meccanico o intellettuale, ho voluto esaltare della mano l’elemento grafico.
La mano che prende
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