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Indice

Up Climbing 44

Sommario

  • Editoriale

    Editoriale
  • Il racconto della mano

    Vertical Tale
    dettaglio di mano
  • Biomeccanica e clinica degli infortuni della mano nel climber

    Prospettive
    dettaglio di mano
  • Game Changing

    Prospettive
    climber su boulder
  • Da ragni a canguri

    Prospettive
    climber su boulder
  • Mani di gesso

    Portfolio
    dettaglio di mano
  • Una Mano, Un Marchio

    Pubbliredazionale
    arrampicatore in parete
  • Cos’è davvero la magnesite

    Focus Pelle
    dettaglio di mano
  • La mano che scala

    Focus Pelle
    dettaglio di mano
  • Climb Skin

    Focus Pelle
    dettaglio di mano
  • Nastrarsi le mani senza fasciarsi la testa!

    Tecnica
    climber in allenamento
  • Monotropia di Dario Di Gabriele

    Personaggi
    arrampicatore in parete
  • Al Top del Bouldering nel Moravian Karst

    Personaggi
    climber su boulder
  • Allenamento e performance Intervista a Romain Desgranges

    Personaggi
    foto panoramica
  • Andrea Milani e le “Affinità elettive” di un’arrampicata in trasformazione

    Personaggi
    arrampicatore in parete
  • Immersi tra onde di roccia

    Proposte Boulder
    climber su boulder
  • Focus Lecco 1

    Proposte
    arrampicatrice in parete
  • Indoor Move: Compression Slap

    Indoor
    climber in allenamento
  • Mano e avambraccio

    Jollypower
    climber in allenamento
  • Graffio senza mano

    Il graffio
  • Contrograffio

    Il graffio
  • Vetrina

    Vetrina Prodotti
Indice

La mano che scala

Pelle, attrito e magnesite: cosa accade tra il polpastrello e la presa

Testo
Elis Bonini e Michele Bonaccini – Lazyghost
dettaglio di mano
Valle orco climbing festival.

Foto — Dario Destro

Puoi allenare i muscoli, misurare la forza delle dita e il recupero, ma tra te e la presa resta la pelle: gestisce sudore, attrito e usura, cambia durante la sessione, reagisce alla temperatura, si consuma e si ricostruisce. È lei a decidere, spesso senza che tu te ne accorga, se un tentativo va a buon fine o finisce con un dito che non scivola nemmeno di un millimetro. La tenuta, poi, nasce dall’incontro tra forza, tecnica, ambiente e caratteristiche individuali della mano. La magnesite, infine, si posiziona non come soluzione universale, ma come strumento che agisce tra polpastrello e presa.

La pelle non ragiona per estremi

Dopo un paio di vie, molti arrampicatori sentono che le dita tengono meglio. Parte della sensazione dipende dal riscaldamento e dalla maggiore fiducia, ma in tutto ciò può essere cambiata anche la superficie della pelle: il rapporto tra umidità e attrito non è lineare, e una pelle completamente asciutta non produce necessa…