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Indice

Up Climbing 44

Sommario

  • Editoriale

    Editoriale
  • Il racconto della mano

    Vertical Tale
    dettaglio di mano
  • Biomeccanica e clinica degli infortuni della mano nel climber

    Prospettive
    dettaglio di mano
  • Game Changing

    Prospettive
    climber su boulder
  • Da ragni a canguri

    Prospettive
    climber su boulder
  • Mani di gesso

    Portfolio
    dettaglio di mano
  • Una Mano, Un Marchio

    Pubbliredazionale
    arrampicatore in parete
  • Cos’è davvero la magnesite

    Focus Pelle
    dettaglio di mano
  • La mano che scala

    Focus Pelle
    dettaglio di mano
  • Climb Skin

    Focus Pelle
    dettaglio di mano
  • Nastrarsi le mani senza fasciarsi la testa!

    Tecnica
    climber in allenamento
  • Monotropia di Dario Di Gabriele

    Personaggi
    arrampicatore in parete
  • Al Top del Bouldering nel Moravian Karst

    Personaggi
    climber su boulder
  • Allenamento e performance Intervista a Romain Desgranges

    Personaggi
    foto panoramica
  • Andrea Milani e le “Affinità elettive” di un’arrampicata in trasformazione

    Personaggi
    arrampicatore in parete
  • Immersi tra onde di roccia

    Proposte Boulder
    climber su boulder
  • Focus Lecco 1

    Proposte
    arrampicatrice in parete
  • Indoor Move: Compression Slap

    Indoor
    climber in allenamento
  • Mano e avambraccio

    Jollypower
    climber in allenamento
  • Graffio senza mano

    Il graffio
  • Contrograffio

    Il graffio
  • Vetrina

    Vetrina Prodotti
Indice

Andrea Milani e le “Affinità elettive” di un’arrampicata in trasformazione

Testo
Monica Malfatti
arrampicatore in parete
Andrea in azione!

Foto — OutThere Collective

Esiste, nella società in cui viviamo, una sottile differenza fra la capacità di muoversi veloci e l’abilità di non lasciare impronte. Ma forse, nel mondo dell’arrampicata, esiste uno scarto ancora più sottile e spesso meno lampante: quello fra il condividere e il consumare – una passione, un luogo, un progetto. 

Alla scorsa edizione del Trento Film Festival, fra i documentari che parlavano appunto di arrampicata e delle sue trasformazioni, si è distinto un cortometraggio in grado non soltanto di descrivere una salita tra le più dure ed encomiabili del 2025 ma anche di proporre un modus vivendi – e arrampicandi – lontano anni luce dal consumo e così vicino alla condivisione più autentica da sembrare di primo acchito, e paradossalmente, il suo esatto opposto.

Affinità elettive (girato da Giovanni Danieli e Davide Terenzi di outThere Collective) segue il viaggio di Andrea Milani, climber e guida alpina classe 1997, attraverso la ripetizione e l’apertura di itinerari che si parlano ed i…