Se l’Editore pubblicherà questo “graffio” così com’è, allora vuol dire che non tutto è perduto; non perché la mia voce indebolita dagli anni, dalle abitudini dei lettori superstiti e dalla mia stessa vis polemica – che non è più quella dei ’90 – sia un baluardo di alcunché; e tantomeno l’ultimo baluardo. Ma perché significa che l’evidente ritardo che l’Italia porta nei confronti della Francia e dei paesi anglosassoni sul fronte del giornalismo d’inchiesta verticale non è strutturale ma è, almeno potenzialmente, recuperabile; sempre avendone voglia. E sempre trovando interesse in un pubblico che si allena ascoltando la trap, elemento ancora meno scontato.
In Francia adesso c’è Vertige Media, che vi invito a seguire ed eventualmente supportare, anche se ne condivido solo parzialmente l’impostazione radicale lgbtq/poterealpopolo. Vertige Media ha dato un bello scossone alla paralisi generata dal crollo dei lettori della carta stampata, trasferitisi sul digitale e ipnotizzati da Instagra…