Senza pregiudizi
Margo Hayes ITW
Margo Hayes su Fat or Seduction, 8b, Mollans-sur-Ouveze, France.
Foto: J. Novak / Arch. La Sportiva
Parlaci un po’ di te e di come hai iniziato a scalare.
Quando avevo dieci anni, mi sono iscritta alla palestra ABC Climbing a Boulder. Robyn Erbesfield-Raboutou, la madre del mio amico di infanzia Shawn, era il mio coach. Lei ha pensato che l’arrampicata fosse il giusto sfogo per me, dato che mi ero fatta male a ginnastica artistica. Mi sono subito innamorata dello sport e ho abbandonato la ginnastica tre anni dopo, per dedicarmi all’arrampicata a tempo pieno. Ho iniziato subito a fare le gare, ma adoravo anche passare il tempo a scalare fuori. Adesso, a ventidue anni, l’arrampicata continua a occupare un ruolo fondamentale nella mia vita.
Quando scali, a cosa pensi? Che cosa provi?
Penso spesso quando scalo, ma le sensazioni che provo toccando la roccia sono le più forti. Infatti, a volte, quando una sequenza è del tutto impressa nella mente, sento come se il pilota automatico prendesse il controllo e i pensieri su dove andare e cosa fare semplicemente scompaiono. Questa cons…