Quando a drizzarsi è la roccia!
Il versante SW della Grigna Meridionale, con lo storico rifugio Rosalba e una famiglia di torri minori, verso il Sasso Cavallo.
Foto: I. Zanetti
C’è un tipo di destinazioni alpinistiche che svettano nell’allegro culto di Priapo.
Sparsi ai quattro angoli delle Alpi o del globo, torri, campanili, denti, guglie, sono tutti accomunati dal loro protervorizzarsi verso l’alto, con una simbologia che rientra a pieno titolo nell’immaginario fondativo dell’alpinismo, ma che a qualcuno potrà evocare associazioni meno nobilmente maliziose. E, siccome, per dirla con un dimenticato e forse rimpianto statista, a pensare male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca, anche in questo caso non c’è bisogno di evocare imbarazzanti lapsus freudiani per riconoscere in quelle bizzarre creazioni della natura degli osceni emblemi fallici, degni di figurare nel repertorio delle più accreditate mitologie della fertilità.
L’aggettivo fallocratico ha goduto di una trista fortuna qualche decennio fa, quando l’ondata dei Nuovi Mattini stava sdoganando meno erettili stili di arrampicata. Sul banco degli imputati finì allora un’intera stagione dell’alpi…