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Indice

Up Climbing 43

Sommario

  • Editoriale

    Editoriale
  • Roccia camuna

    Val Camonica - Overview
    arrampicatore in parete
  • La lunga memoria della roccia

    Val Camonica - Storia e Falesie
    arrampicatrice in parete
  • Un viaggio nel bouldering camuno!

    Val Camonica - Focus boulder
    climber su boulder
  • Valle Adamé: Leave No Trace

    Val Camonica - Focus boulder
    climber su boulder
  • Cimbergo boulder

    Val Camonica - Focus boulder
    climber su boulder
  • Adamello, un angolo nascosto delle Alpi

    Val Camonica - Multipitch
    cordata in parete
  • Viaggio nel calcare della Valle Camonica

    Val Camonica - Multipitch
    arrampicatore in parete
  • Val Salarno: il santuario dell’arrampicata adamellina

    Val Camonica - Multipitch
    arrampicatore in parete
  • Il cuore camuno del Berni!

    Val Camonica - Personaggi
    arrampicatore in parete
  • 25 anni sulle vie del cielo

    Val Camonica - Personaggi
    arrampicatore in parete
  • A Muerte!

    Personaggi
    arrampicatore in parete
  • Big Wall Lover

    Personaggi
    arrampicatrice in parete
  • Cercando un equilibrio in parete

    Prospettive
    arrampicatrice in parete
  • Invernali… a mani nude!

    Exploit
    alpinista in azione
  • Stefano Ragazzo in rope solo su Riders On The Storm

    Exploit
    arrampicatore in parete
  • Nessuno al sicuro

    Il graffio
  • Indoor move: Timing Toe Hook

    Indoor
    climber in palestra
  • Quando la tecnica diventa un gioco nel gioco

    Jollypower
  • Vetrina

    Vetrina Prodotti
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Roccia camuna

Testo
Paolo Amadio
arrampicatore in parete

Un’immagine divenuta un poco il simbolo delle Torri del Miller. Estate 2007: Claudio Capitanio in apertura della I racconti del Remulo alla II Torre.
Foto — Paolo Amadio

La più grande isola lacustre d’Europa al centro di un lago posto al suo inizio, il più grande ghiacciaio italiano annidato al termine delle lunghe valli che si dipartono dal suo solco principale, la più importante cultura rupestre d’Europa (primo sito italiano riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel lontano 1979). Basterebbe questo per rendere un posto speciale la “valle dei segni”. 

Ma per gli amanti della dimensione verticale questo è semplicemente un luogo che negli ultimi decenni ha vissuto uno sviluppo portentoso di tutto il variegato mondo che ruota attorno alla scalata. Un processo che regge tranquillamente il confronto con contesti alpini di ben più consolidata fama. Quest’ultimo periodo non è scaturito, quasi d’incanto, come uno splendido esemplare di boletus pinicula manifestatosi in una nebbiosa e stillante notte di plenilunio ottobrino ai piedi di una secolare picea excelsa della Val Gallinera, ma affonda le proprie solide e profonde radici in un terreno…