La zecca, una minaccia da non sottovalutare
Una ventina di anni or sono, in una guida del Club Alpino Svizzero trovai un capitolo di ben sei pagine intitolato Le zecche e gli uomini. La cosa mi parve tipicamente... svizzera, e pensai che solo loro potevano occuparsi del pericolo insito nella puntura di quello che ritenevo un orribile ma innocuo insettino. È passato molto tempo, e girovagando fra i monti qualche zecca me la sono presa pure io, senza troppo preoccuparmi. «Cosa vuoi che sia?», mi dicevo. «La prendi, la togli e via». Chissà perché, pensavo che le zecche di montagna fossero in qualche modo più “pure” di quelle di fondovalle, dove girano topi e altri animali meno nobili del cervo e del camoscio. In parte non avevo torto, perché fino a non molti anni or sono le zecche scomparivano sopra i 1200-1400 metri, ma oggi, con le temperature in aumento è accresciuta anche la loro diffusione altitudinale.
Il ciclo vitale dell’acaro, perché di questo si tratta, parte dall’uovo da cui nasce una microscopica larva che attende il …