VIEW
Indice

Up Climbing 13

Sommario

  • Editoriale

    Editoriale
    foto d'epoca
  • Breve storia alpinistica del Masino 1862-1942

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Arrampicare a ungia

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • Qualido forever

    Storia di Copertina
    foto panoramica
  • Mello, Multipitch doc.

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Il folletto dai piedi di piombo

    Storia di Copertina
  • Bosca, il re dell’aderenza

    Storia di Copertina
    in arrampicata con vista dall'alto
  • Una vita di Alto Masino

    Storia di Copertina
    paesaggio
  • CEKI 80

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • The best of... Masino Rock Climbing

    Falesie
    arrampicatore in parete
  • Big walls free

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • L’era moderna del sassismo mellic

    Boulder
    arrampicatore su boulder
  • Vibram e Airlite, dall’automobile al granito

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • Indagine sul crollo della Torre Re Alberto

    Vertical tale
    veduta di montagna
  • Giappone

    Focus
    arrampicatore in parete
  • A ticket to Tokyo

    Focus Olimpiadi
    climber in palestra
  • Climbing Family 2.0

    Personaggi
    arrampicatrice in parete
  • Il graffio

    Il graffio
  • Ideas

    Ideas
    paesaggio
  • Il libero alpinismo

    La Rubrica della Ming
    veduta di montagna
  • La zecca, una minaccia da non sottovalutare

    Medicina
  • Il problema di Jek

    Jollypower
  • Vetrina Prodotti

    Vetrina Prodotti
Indice

La zecca, una minaccia da non sottovalutare

Testo
Giusepoe "Popi" Miotti

Una ventina di anni or sono, in una guida del Club Alpino Svizzero trovai un capitolo di ben sei pagine intitolato Le zecche e gli uomini. La cosa mi parve tipicamente... svizzera, e pensai che solo loro potevano occuparsi del pericolo insito nella puntura di quello che ritenevo un orribile ma innocuo insettino. È passato molto tempo, e girovagando fra i monti qualche zecca me la sono presa pure io, senza troppo preoccuparmi. «Cosa vuoi che sia?», mi dicevo. «La prendi, la togli e via». Chissà perché, pensavo che le zecche di montagna fossero in qualche modo più “pure” di quelle di fondovalle, dove girano topi e altri animali meno nobili del cervo e del camoscio. In parte non avevo torto, perché fino a non molti anni or sono le zecche scomparivano sopra i 1200-1400 metri, ma oggi, con le temperature in aumento è accresciuta anche la loro diffusione altitudinale.

Il ciclo vitale dell’acaro, perché di questo si tratta, parte dall’uovo da cui nasce una microscopica larva che attende il …