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Up Climbing 13

Sommario

  • Editoriale

    Editoriale
    foto d'epoca
  • Breve storia alpinistica del Masino 1862-1942

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Arrampicare a ungia

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • Qualido forever

    Storia di Copertina
    foto panoramica
  • Mello, Multipitch doc.

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Il folletto dai piedi di piombo

    Storia di Copertina
  • Bosca, il re dell’aderenza

    Storia di Copertina
    in arrampicata con vista dall'alto
  • Una vita di Alto Masino

    Storia di Copertina
    paesaggio
  • CEKI 80

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • The best of... Masino Rock Climbing

    Falesie
    arrampicatore in parete
  • Big walls free

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • L’era moderna del sassismo mellic

    Boulder
    arrampicatore su boulder
  • Vibram e Airlite, dall’automobile al granito

    Storia di Copertina
    foto d'epoca
  • Indagine sul crollo della Torre Re Alberto

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    veduta di montagna
  • Giappone

    Focus
    arrampicatore in parete
  • A ticket to Tokyo

    Focus Olimpiadi
    climber in palestra
  • Climbing Family 2.0

    Personaggi
    arrampicatrice in parete
  • Il graffio

    Il graffio
  • Ideas

    Ideas
    paesaggio
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    veduta di montagna
  • La zecca, una minaccia da non sottovalutare

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  • Vetrina Prodotti

    Vetrina Prodotti
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Bosca, il re dell’aderenza

Testo
Luca Schiera
in arrampicata con vista dall'alto
09-02-1978

Antonio Boscacci in apertura sul terzo tiro di una delle più celebri vie delle Alpi: Luna Nascente
Foto: Arch. G.Ongaro

Antonio Boscacci è stato l’autore di alcune fra le più significative vie della val di Mello, conosciuto ancora oggi soprattutto per la sua abilità e il controllo mentale in placca, gli scritti sulla montagna e non solo e poi ovviamente per le sue numerose vie tracciate sulle pareti di bassa valle.

Nato a Sondrio nel 1949, laureato in Matematica e insegnante, si avvicinò all’alpinismo grazie a suo padre che era guida alpina e con lui iniziò da giovanissimo ad arrampicare sulle vie classiche in montagna. 

Successivamente iniziò a concentrarsi di più sulle falesie e sui sassi dove fu parte di quel primo gruppo di scalatori valtellinesi che, dalla metà degli anni Settanta, seguendo l’esempio di Ivan Guerini, arrivarono ad arrampicare su quelle pareti considerate “minori” rispetto alle cime in alta valle, ma che offrivano nuovi spazi per l’arrampicata libera moderna.

Divenne una vera e propria leggenda dell’arrampicata in aderenza: sue infatti furono gran parte delle vie più difficili (…