Editoriale
Foto: Arch. G. Miotti/Fiorelli
Agli inizi degli anni Novanta comprai la guida della Val di Mello in un negozio a Bresso, “La Montagna”, quando ancora aveva sede vicino all’aeroportino. Era la guida redatta da Luisa Angelici e Antonio Boscacci, e riportava cento vie. Tutt’ora si può considerare attuale e ben fatta! Il week end successivo ero in Valle a provare le prime vie e già il posto mi aveva piegato la coda fra le gambe e contestualmente stregato. Era, e forse lo è ancora, un giardino dell’eden, dove «avrete tutti gli ingredienti adatti per dolcissime arrampicate». Ecco, se c’è una frase della guida sulla quale mi sento di dissentire è proprio questa, soprattutto quando il cristallo di quarzo scricchiola sotto la scarpetta, l’ultima protezione è lontana e non sai se per cadere è meglio correre in discesa o lasciarsi scivolare! Per il resto è una guida scarna, essenziale e pura, com’era la valle allora e come tutti quelli che la amano e la vivono vorrebbero che rimanesse in futuro.
La valle, nella sua parte cl…