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Up Climbing 4

Sommario

  • Editoriale

    Editoriale
    foto panoramica
  • Marche diverse

    Storia di Copertina
    foto panoramica
  • Una storia sibillina

    Storia di Copertina
    foto panoramica
  • Nascita e sviluppo dell’alpinismo nelle Marche

    Storia di Copertina
  • Le falesie storiche delle Marche

    Storia di Copertina
  • Frasassi, Balza, Catria-Nerone

    Storia di Copertina
  • Meschia

    Storia di Copertina
    climber su boulder
  • Pioraco

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    arrampicatore in parete
  • Mauro Calibani

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    arrampicatore in parete
  • Roberto Fantozzi

    Personaggi
    ritratto
  • Stefano Romanucci

    Personaggi
    cordata in parete
  • Frasassi Climbing Festival

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    climber su boulder
  • Falesia del Re

    Proposte
    foto panoramica
  • Le Rocche

    Proposte
    foto panoramica
  • Marche multipitch sportive

    Proposte
    arrampicatore in parete
  • Maiolo

    Proposte
    foto panoramica
  • Resistere!

    Due giorni in rifugio
    foto panoramica
  • Road to the Olympics

    Focus Olimpiadi
    climber in palestra
  • L’alpinismo è uno sport?

    Focus Gare
    copertina
  • Alpinismo e post-verità

    Ideas
    foto panoramica
  • Pre-Muir Wall

    Exploit
    arrampicatrice in parete
  • Voortrekker

    Exploit
    arrampicatore in parete
  • Lukasz Dudek

    Exploit
    arrampicatore in parete
  • A due metri da terra

    Vertical tales
    arrampicatore in parete
  • Il graffio

    Il graffio
  • Elogio della inconsapevolezza

    Jollypower
    arrampicatore in parete
  • Climbing Cam. Pt. 4

    Gear Geek
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  • Vetrina

    Vetrina prodotti
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Elogio della inconsapevolezza

Testo
Alessandro “Jolly” Lamberti
arrampicatore in parete
Buoux

Alessandro "Jolly" Lamberti su Minimum, 8c, Buoux.
Foto: Alfredo Smargiassi

Anche se è uno scenario terribile, c'è la possibilità che la nostra mente sia solo un mazzo di neuroni, che l'anima non esista e che le emozioni non siano altro che algoritmi. La differenza tra la mente umana e le macchine non è certo l'intelligenza: tra pochi decenni anche quelle poche abilità nelle quali siamo ancora superiori saranno surclassaste dai software. La vera differenza è la consapevolezza, che (probabilmente) i robot non raggiungeranno mai.

Ma è cosi importante? O la coscienza è solo una piccola imperfezione, un rumore rimasto dopo milioni di anni di evoluzione?

In fondo la maggior parte delle cose che facciamo (alcuni autori dicono il 99%) avvengono in maniera inconsapevole: respiriamo, palpitiamo, camminiamo, sudiamo, secerniamo, inchiodiamo se un gatto attraversa la strada, trasecoliamo, eccetera, in maniera automatica.

Tutto ciò che è veramente potente e creativo, dentro di noi, scaturisce dal magma oscuro dell'inconscio, quel mondo sommerso, sì, ma molto più vast…