A due metri da terra
a "due metri da terra", Verdon 1989, I novanta Urlanti, 7b, Settore Echographie.
Foto: Eugenio Pesci
Capitolo 1 • Una strana fissità
Arrivò verso le cinque della sera. Era giugno, sul centro di Milano si spandeva una strana afa sonnolenta che sembrava fondere insieme il grigio dei marciapiedi e il colore omogeneo di un cielo fin troppo azzurro per quegli anni che sapevano di piombo.
Indossava dei jeans sdruciti e larghi, teneva i capelli raccolti con un foulard colorato e aveva il sacchetto della magnesite legato in vita con un cordino bianco. Ai piedi delle Superga, forse risuolate con qualche mescola strana.
Si avvicinò alla roccia di conglomerato putrescente, la più alta fra quelle che costituivano il piccolo circo verticale in fondo a un rettilineo e sotto un ponticello al limite dei giardini pubblici di Porta Venezia, verso i bastioni, dove circa ottanta anni prima un generale zelante aveva fatto prendere a cannonate il popolo che reclamava per il pane troppo caro.
Salì leggero un breve tratto difficile e si sospese a due metri da …