Editoriale
Editoriale
e (molto) oltre
su un blocco in Val Masino.
Foto: Laura Benaglia
Per onestà, all’inizio non pensavo che il boulder potesse essere una cosa così fondamentale per la scalata e che avrebbe influenzato così profondamente le generazioni future... A metà degli anni Novanta mi trovavo per motivi sentimentali in Val di Mello, una valle piena di sassi, la maggior parte dei quali non era ancora stata scalata. Ero solo, senza un socio, e faceva un freddo boia, quindi la corda era impossibile da usare, ma avevo una voglia folle di scalare: cosa cavolo potevo fare? Qualche amico mi disse che il posto era famoso per il boulder e il nome stesso, Sassisti (il gruppo che ruppe gli schemi con l’alpinismo classico)…