Il boulder“al tempo della pietra”
col team Rock Slave.
Foto: Federico Ravassard
Quella era l’attrezzatura con cui facevo “Roccia”. Quello è ciò che dicevo a chi mi caricava dopo una lunga sessione di autostop a bordo strada.
Per quasi un anno intero, Pietra Salomone è stata la mia palestra, il mio campo di gioco, il piccolo recinto in cui scoprire questo mondo che mi si apriva davanti agli occhi col nome di “sassismo”. Lo chiamava così Ambrogio Fogar nella trasmissione Jonathan Dimensione Avventura.
Da lì a breve, con Sportroccia ’85, le cose cambiarono: scoprii finalmente a che cosa servivano l’imbrago e i moschettoni, vidi una parete vera e i campioni con la magnesite, e più di mille persone che guardavano estasiate uno che puliva la roccia con lo spazzolino (fu anche per quello che diventò il primo campione “d’arramp…