Simon Gietl
su Das Erbe der Väter (L'eredità del padre).
Foto: Claudia Ziegler
Ciao Simon, iniziamo dalla domanda più classica… Facci capire in poche righe chi sei e da dove vieni.
Il mio nome è Simon Gietl, vengo dalla val Pusteria. Sono cresciuto in un piccolo paese di nome Oberwielenbach (Vila di Sopra), per amore mi sono poi trasferito a Luttach (Lutago) in valle Aurina. Vivo lì ormai da 15 anni con Sandra, che nel frattempo è diventata mia moglie, e con i miei figli Iano (6) e Iari (3). Dopo aver concluso l’apprendistato da falegname, sono riuscito a coronare il sogno di diventare guida alpina, così poco tempo dopo ho potuto trasformare la mia grande passione in una professione.
Tu appartieni indubbiamente alla “nuova” generazione, ma ciò nonostante sei tornato a fare un alpinismo più “classico” (pochi spit, molti chiodi,… ). Ci spieghi la tua etica ed il perché di questo approccio?
Mi ha sempre stimolato aprire una nuova linea con i chiodi tradizionali. Uso chiodi tradizionali prima di tutto per motivi etici. D’altra parte, senza l’uso del trapano, l…