Stefano Ghisolfi
Storia di un migrante
Stefano Ghisolfi al Belvedere.
Foto: Sara Grippo
Quali ricordi hai delle prime volte in cui sei venuto a scalare ad Arco? C’è qualche episodio particolare o una via dei primi tempi che ricordi con un affetto dedicato?
Mi ricordo della prima volta che sono venuto ad Arco per il Rock Junior, ero abituato a fare gare nelle palestre al chiuso e per la prima volta mi sono ritrovato a scalare alla struttura del Rock master, sotto il castello di Arco, nella valle del Sarca. Ero ancora piccolo e non mi rendevo conto dell’immensità di roccia che circondava la struttura artificiale (ero molto concentrato sulla gara). L’ambiente di Arco mi aveva colpito, la tranquillità, il centro, via Segantini con solo negozi di arrampicata e gelaterie, sembrava un piccolo mondo dedicato alla scalata in cui mi immaginavo che tutti scalassero, un piccolo angolo di paradiso dell’arrampicata.
Ti sei trasferito a vivere ad Arco, chiederti il perché è del tutto banale, dato che si tratta di uno dei primi se non il primo centro mondiale di arrampicata su calc…