Fabio Leoni
Questione di esserci
Fabio Leoni impegnato alle Camerette, Arco.
Foto: Mario Manica
«Ci mettevano il Verdi, il Dio Vulcano nudo che batteva il martello sull’incudine. Minerva e Marconi, la Montalcini da 1.000 e le bimetalliche da 500. Là dentro. E non di rado il Volta da 10.000. Pezzi di Lire, allora. Che servivano per finanziare tasselli, resine, punte del trapano, catene, corde, spazzole, scalette…. Per poter chiodare o richiodare.
Danilo Bonvecchio, che è sempre stata la mente del Gruppo, aveva proposto di mettere questo maiale di terracotta sul bancone del mio negozio di Pietramurata. Chi veniva lasciava quello che poteva: cento, mille, cinque o diecimila lire. E noi in cambio rilasciavamo una fotocopia del nuovo muro, dei nuovi tiri, del settore chiodato o richiodato dal Gruppo. Il meglio di Sisyphos andava a ruba, crescevano le pagine e sopra ci st…