uno dei settori più iconici di Ulassai, e sullo sfondo di intuisce la spaccatura del celebre Canyon. Foto: Richard Felderer
Storia di CopertinaUlassai
Conobbi Roberto subito dopo essermi avvicinato al mondo dell’arrampicata, nel lontano 2001. A quei tempi lavorava nel bar che frequentavo, fuori dalle porte del Liceo classico di Casale: era un tipo silenzioso e un po’ sulle sue, ma aveva spalle così larghe e bicipiti così definiti che era difficile non notarlo. Il nostro punto d’incontro sportivo fu una palestra gestita dal CAI, dove lo ritrovai appeso a un tetto per me ancora impossibile da scalare. Lentamente facemmo amicizia, e subito fui folgorato dai racconti della sua terra d’origine, un posto dove parevano esserci tanta roccia quanto mare, vie bellissime quanto selvagge, pareti circondate da boschi ove si potevano accendere fuochi giganti in mezzo alle pietre e accamparsi sotto le stelle, per scalare ogni giorno senza mai ripetere la stessa linea.
Lui aveva un po’ di esperienza in più, ed io tanta voglia di confrontarmi con le difficoltà: da subito si creò tra noi un legame fraterno mosso dalla passione comune e dalla compet…