Editoriale
Editoriale
La vera storia, ossia quando una misera tacca faceva tutta la differenza del mondo
Foto: Arch. Di Bari
Devo economizzare e fluidificare il più possibile i movimenti, per uscirne fino ai verticali svasi terminali con quel minimo di energia per affrontare ed eseguire il definitivo lancio liberatorio sull’ultima buona presa posta sotto la catena.
Sono già caduto su questo passaggio finale una dozzina di volte e non sopporto di fare così tanti tentativi su una via, dovendo ripartire sempre da capo: cadere all’ultima presa di una mini-maratona del genere è particolarmente stressante, ma la posta in gioco …