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Indice

Up Climbing 11

Sommario

  • Editoriale

    Editoriale
    arrampicatore in parete
  • Ibiza verticale

    Storia di Copertina
    Arrampicata in strapiombo
  • Minorca, la tranquilla

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Tenerife

    Storia di Copertina
    arrampicatore su boulder
  • Île de la Réunion

    Storia di Copertina
    foto panoramica
  • Arrampicare a Malta e Gozo

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Le rocce della Dea Bianca

    Storia di Copertina
    foto panoramica
  • Elba

    Storia di Copertina
    climber su boulder
  • Creta

    Storia di Copertina
    Creta
  • Kalymnos news

    Storia di Copertina
    arrampicatrice in parete
  • Symi

    Storia di Copertina
    foto panoramica
  • Tinos

    Storia di Copertina
    climber su boulder
  • Falesie vicentine

    Focus
    arrampicatore in parete
  • Space Vertigo

    Exploit
    cordata in parete
  • Mario Curnis ITW

    Personaggi
    ritratto
  • Diedri

    Ideas
    foto panoramica
  • Mio papà è un alpinista

    Vertical Tales
    disegno
  • Sister Moon 1988/2021

    Vertical Tales
    arrampicatore in parete
  • Guida alpina

    La Rubrica della Ming
    arrampicatrice in parete
  • Dalla mente al muscolo

    Jollypower
    mano in presa arcuata
  • Vetrina Prodotti

    Vetrina Prodotti
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Editoriale

Testo
Eugenio Pesci e Richard Felderer
arrampicatore in parete
Luca Andreozzi

su Che bello essere noi, 7c+, Madonna del Monte. 
Foto: F. Ravassard

In un tempo lontano, ma nemmeno tanto remoto, nei primi decenni del ventesimo secolo, l’arrampicata su strutture rocciose poste sul mare era vista come un’attività eccentrica e per molti versi avulsa dallo spirito proprio dell’alpinismo. Più che di un’arrampicata esplorativa, si trattava forse di un’arrampicata casuale, a suo modo pittoresca, e forse quasi parodistica, praticata in pochi scelti luoghi, come a Capri, dove gli eleganti turisti guardavano perplessi i primi scalatori dei faraglioni.

Molto tempo dopo, in un’altra epoca storica, diciamo fra i roboanti anni Ottanta e l’inizio del nuovo millennio, l’arrampicata sulle coste, sulle isole, sui picchi e sulle pareti marine ha assunto il curioso e anche complesso aspetto dell’esotico, dell’alternativo, dell’eterotopico, ossia del muoversi in un luogo quasi proiettivo, di gran lunga migliore rispetto a quelli in cui si vive di solito la propria attività.

Oggi non è più così. L’enorme facilità di movimento, propria della società p…