Non più: ad Arco il gioco dell’arrampicata è diventato un business
Testo
Claudio Primavesi
Arco, tra storia, natura e...falesie!
Foto — APT Garda Dolomiti SPA
Arco - ProspettiveQuattro barboni dai jeans stracciati?
Ore venti di una tiepida serata tra fine estate e inizio autunno. Primi anni ‘80. Le giornate sono già corte. Via Giovanni Segantini è avvolta nel silenzio del crepuscolo. Solo qualche miagolio turba la quiete di un tranquillo paesino del Garda Trentino. L’occhio si sposta, come in un lungo piano sequenza, in piazza III Novembre e poi in piazza Carlo Marchetti. Stessa atmosfera, medesimi silenzi. Dieci anni dopo, stessa ora, stessa data: il piano sequenza è molto diverso. Luci, vocio insistente, musica che filtra dalle porte dei numerosi bar. Vetrine illuminate a rischiarare Via Segantini. Sotto le luci, imbraghi, spit, sacchi per la magnesite. In queste due immagini è cristallizzato il passato e il presente di Arco di Trento.
“A metà anni ‘80, l’apertura del Gatto Nero, il primo pub, ha illuminato la notte di Arco, perché fino ad allora era impossibile trovare qualcosa di aperto dopo le otto di sera e l’atmosfera molto diversa dalle vicine Riva del Garda e Torbole: qui si viveva di…