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Indice

Up Climbing 42

Sommario

  • Editoriale

    Editoriale
    arrampicatore in parete
  • Il Rock Master e i primi 40 anni della nuova arrampicata

    Arco - Storia
    climber in gara
  • Voci nuove dalle falesie

    Arco - Falesie
    arrampicatore in parete
  • Arrampicare in Valle del Sarca

    Arco - Multipitch
    arrampicatore in parete
  • Bouldering ad Arco e dintorni

    Arco - Boulder
    climber su boulder
  • Niobe, il ritorno della placca (?)

    Focus Niobe
    Arrampicata in placca
  • Niobe e il re delle placche

    Focus Niobe
    arrampicatore in parete
  • Arrampicata su placca

    Focus Niobe
    arrampicatore in parete
  • Non oltre la verticale

    Focus Niobe
    in arrampicata con vista dall'alto
  • Arco, la Terra Promessa!

    Focus: Arco e i top climber!
    arrampicatrice in parete
  • La fame negli occhi…

    Focus: Arco e i top climber!
    arrampicatore in parete
  • Il cuore dell’arrampicata sportiva italiana batte ad Arco

    Focus: Arco e i top climber!
    arrampicatrice in gara
  • Overclimbing: Quale futuro?

    Arco - Prospettive
    affollamento in falesia
  • Quattro barboni dai jeans stracciati?

    Arco - Prospettive
    escursionista in ferrata
  • Quattro proposte di trail running fra Arco e dintorni

    Arco - Trail running
    trail runner in corsa
  • La Ferrata Colodri

    Arco - Proposte
    escursionista in montagna
  • A tu per tu con Jeff Mercier

    Personaggi
    alpinista in azione
  • Neve di primavera

    Scialpinismo
    scialpinista in azione
  • Slipping and sliding

    Il graffio
  • Vetrina Prodotti

    Vetrina Prodotti
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Arrampicata su placca

Precarietà, sensibilità, scioltezza e fiducia

Testo
Maurizio “Manolo” Zanolla
arrampicatore in parete
Il “mago” Manolo, Bellissima, Val Nuvola.

Foto — Daniele Lira

Ho vissuto in prima fila quei periodi di ricerca, evoluzione e transizione negli anni ’80 e ’90 in luoghi come Arco e soprattutto in Totoga, dove l’esperienza del Verdon mi aveva spinto a cercare qualcosa di diverso e più ludico delle grandi pareti dolomitiche. 

Ero nato per quel genere di scalata più di qualsiasi altra; dovevo solo perfezionarla ed è qualcosa che ho cercato di fare in falesie che erano dei veri e propri laboratori verticali, dove si esperimentava di pari passo anche l’evoluzione dei materiali e soprattutto delle scarpette. Non avevo ancora la forza fisica per superare un certo grado in strapiombo, ma comunque sufficiente per andare oltre su una placca. La valutazione delle difficoltà era centellinata con avarizia in un’etica severa che non concedeva segni di magnesite, né rinvii sul posto. Bisognava imparare a mettere i piedi in maniera precisa per salire e scivolare su quei muri non era certo come cadere nel vuoto. 

Questo viatico ha aperto lentamente le porte a u…