Arrampicata su placca
Precarietà, sensibilità, scioltezza e fiducia
Foto — Daniele Lira
Ero nato per quel genere di scalata più di qualsiasi altra; dovevo solo perfezionarla ed è qualcosa che ho cercato di fare in falesie che erano dei veri e propri laboratori verticali, dove si esperimentava di pari passo anche l’evoluzione dei materiali e soprattutto delle scarpette. Non avevo ancora la forza fisica per superare un certo grado in strapiombo, ma comunque sufficiente per andare oltre su una placca. La valutazione delle difficoltà era centellinata con avarizia in un’etica severa che non concedeva segni di magnesite, né rinvii sul posto. Bisognava imparare a mettere i piedi in maniera precisa per salire e scivolare su quei muri non era certo come cadere nel vuoto.
Questo viatico ha aperto lentamente le porte a u…