Rivivere Finale “controvento”. Memorie sparse dalla Locanda del Rio
Testimonianze di Gianni Bonora e Giovanni Rocca
Premessa
Perché è così importante la memoria? Che cosa può contare la nostalgia per chi arriva dopo? Sono questioni che oggi possono attraversare la coscienza dei giovani climber. All’apparenza le due domande stanno sullo stesso piano logico, ma per le nuove leve solo la prima ha senso. Se meditata, la questione della memoria evidenzia la retorica della seconda domanda – mal posta perché per forza si risponderà negativamente –, annullandola. Se la nostalgia ha un alto valore soggettivo e generazionale, la memoria invece è importante per capire i luoghi. Non quelli definiti dalle coordinate GPS, o da una cartolina digitale così potente da influenzare le nostre scelte, fatte di passioni ma anche di tempo, energia e risorse non illimitate. I luoghi della geografia “reale” – quella che tocchiamo coi sensi rifiutando le mediazioni, entrando istantaneamente a farne parte – sono carichi di fatiche umane, delle tracce possibili di un sogno, della cura…