Fino a che avevo abitato a Genova nessuno si era mai accorto di quelle bellissime scogliere d’entroterra, dalla pietra così singolare da essere chiamata pietra del Finale, di lavorazione tenera quanto esteticamente irripetibile: dalla Via Aurelia erano sempre state invisibili, prima dell’inaugurazione dell’autostrada Savona-Ventimiglia. E anche se Alessandro Grillo mi aveva accennato, già nell’ottobre 1968, di aver scoperto quel nuovo eldorado di arrampicata, non avevo mai avuto né occasione di visitarlo né di desiderare di farlo.
Un giorno di febbraio del 1972 mi ritrovai alla base di Monte Cucco, nei pressi di quella che già allora era una discarica fumante: ero del tutto inconsapevole che, a partire da qualche anno dopo, Finale sarebbe diventata la meta di parecchie centinaia dei miei weekend (e non solo).
Erano anni di grande cambiamento.
Gli anni Settanta, noti in area alpinistica per il famoso Nuovo Mattino, videro il graduale accostamento di un alpinismo classico e ancora be…