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Up Climbing 20

Sommario

  • Editoriale

    Editoriale
    arrampicatore in parete
  • Finale era Iniziale

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Ultime notizie dal mondo finalese

    Storia di Copertina
    arrampicatrice in parete
  • Rivivere Finale “controvento”. Memorie sparse dalla Locanda del Rio

    Storia di Copertina
  • Ponente High Voltage

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • RAW

    Storia di Copertina
    foto di imbraago
  • Toirano, calcare d’autore

    Storia di Copertina
    arrampicatrice in parete
  • Da "Un Sogno Lungo 50 Anni"

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Novità estive in Val Pennavaire

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Nella valle delle streghe

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Muzzerone

    Storia di Copertina
    arrampicatrice in parete
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    in chiodatura
  • Liguria multipitch

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    paesaggi alpini
  • Boulder in Liguria

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    climber su boulder
  • Liguria alzo Zero

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Liguria di ghiaccio

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    arrampicatore in parete
  • Nel cuore del Béigua Geopark: dai monti al mare

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  • Sui sentieri dell’ardesia

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    Focus Portogallo
    arrampicatore in parete
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Da "Un Sogno Lungo 50 Anni"

Storie dell’arrampicata finalese 1968-2018, di Alessandro Grillo (Versante Sud, 2018)

Testo
Alessandro Grillo
arrampicatore in parete

“L‘uomo diventa quello che sogna”, disse il Capo Apache a Grey Owl, “Gufo Grigio”, e io sono diventato un poco Monte Cucco, la parete che ho sognato per tutta la vita e tuttora amo. L’arrampicata lì è danza, leggerezza, anche forza, ma soprattutto armonia. 

Monte Cucco è “la madre di tutte le arrampicate”, come io la definisco, poiché lì nacque l’arrampicata finalese. 

A Rocca di Corno furono aperte le prime vie, a Cucco iniziò l’incredibile avventura che ha portato la pietra del Finale a essere conosciuta in tutto il mondo. 

L’Alpinismo genovese, che sino ad allora aveva come terreno di arrampicata solo poche balze erbose e torrioni di serpentino, per lo più friabile, improvvisamente si trovò catapultato in un mondo nuovo, in uno splendido mare di solida roccia colorata, verticale. 

Nell’agosto del 1968, nella scuola di alpinismo di Genova, si sparse la voce che nell’entroterra di Finale esistevano incredibili pareti, vere Dolomiti in miniatura. 

Autori della “scoperta” furono i…