Sospesi tra mare e ghiaccio
Un racconto di roccia sulle pareti islandesi di Hnappavvellir
Foto — Coll. Calisse
Agosto 2025. Destinazione: Islanda. Una meta insolita per un viaggio di arrampicata e ancora più insolita è stata la scelta di lasciare a casa i pad per portare invece corda e rinvii. Per la prima volta ho deciso di mettere da parte il bouldering, o almeno così credevo. Solo una volta arrivato a Hnappavellir scoprirò che, in fondo, non l’ho tradito davvero!
30 luglio 2025, ore 16:56. Stazione di Senigallia, 30 gradi, raggiungo Antonietta e insieme aspettiamo il treno diretto a Bologna, da dove l’indomani prenderemo il volo per Reykjavik. La prima notte del viaggio la trascorriamo all’aeroporto Marconi. Il volo è alle 6 del mattino, troppo presto per trovare un vero letto e troppo tardi per dormire davvero. La notte passa tra sedili scomodi, luci al neon e l’attesa di partire. Non si tratta di un volo diretto, facciamo scalo ad Amsterdam, dove ci aspettano sei lunghe ore. Giriamo l’aeroporto in lungo e in largo, ingannando il tempo sgranocchiando qualche snack e sorseggiando caffè…