Editoriale
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Matteo Pilon ci aiuta a comprendere una delle discipline verticali più particolari
Foto — Luca Battocchio
Ammetto di essermi posto queste domande, chiedendomi cosa spinga diversi climber a dedicarsi con tanta passione a questa disciplina. Domande che oggi si fanno ancora più interessanti, considerando come negli ultimi anni siano emersi giovani dry tooler italiani di livello mondiale come Matteo Pilon, Filippo Princi o, più recentemente, Giovanni Bona. Ragazzi che hanno raggiunto gli apici assoluti: basti pensare a Pilon, che nel 2024 ha liberato Teleios (D16+) nella Tana del Drago, la via attualmente più dura al mondo, ripetuta lo scorso settembre anche da Bona.
Bisogna forse essere,…