La Perla
Silvano Giorgeri su La matrognola, (proposto 8a).
Foto: S. Ghignoli
La continua escavazione dell’oro bianco da ormai secoli, ancor più velocizzata negli ultimi anni, ha lasciato poco spazio alla natura incontaminata nell’ambiente di Carrara. Difficile ormai trovare un monte che non sia intaccato dai “morsi” delle ruspe, che tentano di portare via il pregiato marmo. Nel settore settentrionale della città resiste in parte all’attacco dell’industria lapidea una striscia di vegetazione, che parte dalla periferia, sale verso i paesi di Gragnana e Castelpoggio, arriva fino al passo della Gabellaccia, e continua fino a Campocecina. Proprio dalla Gabellaccia parte una lingua di calcare, che forma prima un’enorme grotta e poi riscende nel canale, uscendo ad intermittenza dal terreno, creando una serie di falesie. L’estremità inferiore, l’ultima parte di calcare, immersa in un bosco di castagni, è la Perla.
“Aronta è quei ch’al ventre li s’atterga,
che ne’ monti di Luni, dove ronca
lo Carrarese, che di sotto alberga,
ebbe tra bianchi marmi la spelonca
per sua…