GLIARCHIVIRITROVATI

Un percorso fra… i monti
Giuseppe “Popi” Miotti

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GLIARCHIVIRITROVATI

Un percorso fra… i monti

Giuseppe “Popi” Miotti

Una inattesa fotografia del passato ha fatto nascere questo libro che, attraverso le esperienze e le avventure, non solo alpinistiche, dell’autore, è anche il resoconto di un “Tempo” del quale si è quasi persa la memoria e che qui è in parte riportato alla luce da vecchie immagini, disegni, racconti e aneddoti.

Dalle scalate con i ‘rigidones’ – gli scarponi rigidi anni ‘60 – alla grande rivoluzione di tecniche e di idee del Nuovo Mattino e del Sassismo, fino alla piolet traction e ai giorni nostri, uno spaccato storico arricchito an- che dalla testimonianza di alcuni dei protagonisti di una delle epoche più feconde e vivaci dell’arrampicata e dell’Alpinismo italiani.

Uno spiccato spirito innovativo venato di una “sana” provocazione e un’innegabile longevità creativa sono forse gli aspetti salienti dell’alpinismo di Giuseppe ‘Popi’ Miotti. Un alpinismo a 360° il suo, come dimostra il curriculum di questo valtellinese nato a Sondrio nel 1954, laureato in agraria, Guida alpina e socio del prestigioso Alpine Club di Londra.

Il “catalogo” delle sue esperienze è ricco e vario: dalla prima al couloir Nordovest del Piz Cambrena, quando era agli esordi (1975), al pilastro della Nordovest del Pizzo Badile; da “Cittadini della galassia” più lungo couloir a cascate delle Alpi (1700 m di dislivello) sulla Nordovest del Monte Legnone, alle prime ascensioni ed invernali al Cengalo e all’Ortles; dalla prima traversata sciistica del Sentiero Roma, alla più recente prima salita allo sperone Sud dell’anticima orientale del Monte Disgrazia (2011).

Si aggiungano, se ciò non bastasse, tutte le maggiori ascensioni delle Alpi Retiche centrali fra cui la Via del Fratello sul Badile, la Nord del Disgrazia, gli speroni Nord del Palù; ma anche scalate in Dolomiti, al Monte Bianco e al Monte Rosa.

Notevoli anche le esperienze extra alpine: dalla via del Nose su El Capitan (1984), ai tentativi di traversata dello Hielo Continental, dalle nuove vie aperte nelle Alpi Albanesi fino alle scalate realizzate nel 2007 in Norvegia.

Ma il nome di Miotti è indissolubilmente legato alla grande stagione del Sassismo i cui rappresentanti seppero mostrare la loro valentia non solo in quel “laboratorio del gesto” che fu la Val di Mello, ma anche in imprese alpine. È il 1978 quando ‘Popi’ supera lo “storico” passaggio di “Goldrake”, seguito pochi anni dopo dall’ancor più difficile “Nipote Goldrake” (7b), ma con Guido Merizzi apre anche la via “Soli di ghiaccio”, tutta in clean climbing e arrampicata libera: un punto d’arrivo e al tempo stesso di partenza per le decine, centinaia di giovani che giungono in valle attirati dai “nuovi mattini” dei Sassisti.

 

Anno: 2013
ISBN: 978 888 85475 106
Pagine: 180
Peso: 570g
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