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Up Climbing 26

Sommario

  • Editoriale

    Editoriale
    Verso il vuoto  ei canyons.
  • Gole, forre, anfratti e canyon

    Storia di Copertina
    veduta di montagna
  • Verdon, i segreti delle gole profonde

    Storia di Copertina
    vista panoramica
  • La gola del Limarò

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • La gola di Ceraino: di acqua e di ghiaccio.

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Canyon, Cave e Gravine…

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Infernaccio per tutti, paradiso per gli arrampicatori

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Conglomeratomania

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Triponzo Story

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Gorroppu: la Sardegna che fa gola

    Storia di Copertina
    arrampicatore in parete
  • Suite strapiombanti: Hotel Supramonte

    Storia di Copertina
    Arrampicata in strapiombo
  • Arrampicata nel regno dei Khmer

    Focus Sud-Est Asiatico
    arrampicatore in parete
  • Vang Vieng

    Focus Sud-Est Asiatico
    Arrampicata in strapiombo
  • Yen Thinh

    Focus Sud-Est Asiatico
    arrampicatore in parete
  • Aguglia On my Mind

    Vertical Tale
    arrampicatore in parete
  • La forza nelle dita: hang e no-hang

    Jollypower
    allenamento indoor
  • Vetrina Prodotti

    Vetrina
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Gole, forre, anfratti e canyon

Testo
Alessandro Gogna
veduta di montagna
Le gole del Verdon.

Foto: A. Gogna

Per quanto riguarda l’Italia, l’area della Gola di Frasassi e della Gola della Rossa, nelle Marche, era già conosciuta a livello locale dal 1932, perché offre pareti rocciose di grande interesse: ma non era mai decollata nell’interesse più generale, come pure certamente altri siti noti e meno noti.

Fu Édouard-Alfred Martel, l’inventore della speleologia moderna, ad attraversare per primo un grande canyon, con la sua spedizione dall’11 al 14 agosto 1905. Dal punto iniziale, il Couloir Samson, Martel e i suoi superarono, con l’uso di tre canotti, continue difficoltà che a volte sembrarono loro insormontabili, fino al cosiddetto Imbut e fino alla fine, scoprendo meraviglie naturali di immenso valore che nessuno aveva mai avuto modo neppure di immaginare. Le Gorges du Verdon avevano incominciato a esistere nell’immaginario dell’esplorazione.

Dovevano però passare ancora parecchi anni prima che esistessero anche nella mente degli arrampicatori.

Fino alla fine degli anni Sessanta, infatt…