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PARETE OVEST: Pilastro di Mezzo
Ci
sono itinerari che fanno il punto di unepoca, altri che influenzano
radicalmente gli anni a venire. Il Pilastro di Mezzo è stata una
via allavanguardia: provate a immaginare gli irriducibili fratelli
Messner con gli scarponi su quelle placche e con quella esposizione. Con
questo percorso, una volta in più, il fuoriclasse sudtirolese dimostrò
in modo palese che levoluzione dellarrampicata stava nella
rinuncia a un massiccio supporto di materiale. Dunque la via riveste anche
una funzione formativa.
Salita di grande bellezza e soddisfazione, sia per lelegante arrampicata
che per lambiente suggestivo in cui si svolge. Le difficoltà
sono molto sostenute, tuttavia la chiodatura in loco permette la ripetizione
in maniera sicura. La linea di salita è un po tortuosa, ma
si adatta perfettamente alla struttura del pilastro, ricercando con intuizione
e una serie di traversi i punti vulnerabili. Anche questo aspetto conferisce
un particolare fascino alla scalata! La placca Messner, che diede lalone
di leggenda alla salita, viene evitata dalla grande maggioranza dei ripetitori
a favore della più agevole variante Mariacher. Chi volesse tentare
la famigerata placca sappia che essa richiede ottime doti di resistenza
e di movimento, oltre a una bella dose di sangue freddo
La via parte dal grande cengione a metà parete, che si può
raggiunge per la via Gabloner, come fecero i fratelli Messner nel corso
della prima ascensione, oppure percorrendo la parte iniziale del diedro
Mayerl, soluzione questa adottata da gran parte dei ripetitori. Seguendo
laccesso per la via Gabloner tenere presente che la roccia è
alquanto friabile e pericolosa, mentre optando per la seconda alternativa
larrampicata diventa anche più omogenea nel suo complesso.
Scalata di gran classe e profondo significato, che per anni fu considerata
una delle più difficili arrampicate nelle Dolomiti!
Punto
dappoggio
Ospizio dla S. Crusc 2045 m (tel. 0471-85632), posto in località
molto suggestiva ai piedi del Sass dla Crusc, che si raggiunge:
a) comodamente utilizzando due tronconi di seggiovia, con partenza dalla
località San Leonardo, sopra Pedráces in Val Badia (in servizio
dalle ore 8.30 alle 17.45).
b) oppure a piedi, partendo dal maso Cianacei 1562 m sopra San Leonardo,
lungo il sentiero (segn. 7) e poi per la comoda mulattiera (ore 1.15).
Accesso
DallOspizio dla S. Crusc si prosegue sul sentiero (segn. 7) che
sale in direzione dellincombente bastionata rocciosa per poi piegare
verso destra, inerpicandosi sul ripido ghiaione.
a) accesso alla cengia mediana per la via Gabloner:
Abbandonato il sentiero sulla verticale del Pilastro di Mezzo si rimonta
il faticoso ghiaione fino al suo punto culminante (45 minuti).
Per gradini rocciosi e cenge detritiche si sale prima a sinistra e poi
verso destra, imboccando limbuto di camini sulla sinistra dei pilastri
gialli (100 m; II).
1 Salire il camino e dopo alcuni risalti raggiungere la base del successivo
diedro-camino (50 m; IV e IV+).
2 Percorrere il camino di roccia oltremodo friabile, quindi per ghiaie
portarsi sotto un diedro giallo (50 m; IV+ e V).
3 Rimontare il lungo diedro di pessima roccia (1 ch), fino alla sosta
con 2 chiodi (50 m; V).
Ora si sale più facilmente per canali, tenendosi prima a destra
e poi per gradoni detritici verso sinistra, portandosi sulla cengia mediana,
alla base del Pilastro di Mezzo (200 m; II e III); (ore 1.45).
b) accesso alla cengia mediana per il diedro Mayerl:
Si traversa sul sentiero daccesso verso destra e lo si abbandona
dove esso rimonta il ripido ghiaione (30 minuti).
Per facili gradoni si rimonta il lungo e articolato zoccolo, seguendo
le evidenti tracce di passaggio che salgono zigzagando (numerosi ometti).
Nella parte terminale si piega verso sinistra, aggirando una zona di rocce
più ripide, puntando infine alla vistosa serie di diedri e fessure
percorsa dal diedro Mayerl (I, II e qualche passaggio di III).
1 Risalire la fessura iniziale di roccia delicata (1 ch), passando a destra
di uno strapiombo, poi per una placca fino a un piccolo gradino con 3
chiodi di sosta (30 m; V e V+).
2 Proseguire lungo la fessura (2 ch) e una seguente lama gialla (2 ch),
raggiungendo un esile terrazzino con 2 chiodi di sosta (35 m; V e VI).
3 Superare un breve diedro giallo e levigato (1 ch e 1 clessidra), arrivando
a un esposto gradino con 3 chiodi di sosta (15 m; V+ e VI).
4 Si rimonta ora una lama gialla con arrampicata in dülfer (1 ch),
quindi si passa uno strapiombo e un diedro-fessura, fino a una scomoda
sosta con 3 chiodi (30 m; V+ e VI sostenuti).
5 Continuare lungo il diedrino giallo (1 ch), superando uno strapiombo
faticoso (1 ch) e uscendo poi sulla cengia mediana (15 m; V+ e 1 passaggio
di VI+).
Si percorre con attenzione la stretta ed esposta cengia verso sinistra,
girando lo spigolo del Pilastro di Destra, quindi più agevolmente
per terrazze detritiche fino sotto il Pilastro di Mezzo (ore 2.30).
Materiale
I primi salitori hanno impiegato complessivamente 75 chiodi, di cui una
ventina circa rimasero in loco.
Attualmente la via è chiodata in modo discreto e anche le soste
sono per lo più attrezzate. Utili tuttavia un serie di stopper
e friend di misure medie, oltre a una piccola scelta di chiodi.
Discesa
Usciti dalla parete ci si abbassa sul pianoro sommitale in direzione Sud-Est,
fino a collegarsi al sentiero segnalato che verso destra raggiunge la
Furcia dla Crusc 2609 m. Da qui si scende lungo il sentiero attrezzato,
per ripidi ghiaioni e rocce coricate, traversando in basso lo zoccolo
della bastionata, riportandosi infine al sentiero daccesso e allOspizio
dla S. Crusc (ore 1.30).
PILASTRO
DI MEZZO
Prima salita
Reinhold Messner e Günther Messner, 6 e 7 luglio 1968.
Seconda salita
Heinz Mariacher, Luggi Rieser e Luisa
Iovane, 16 luglio 1978 (con variante).
Terza salita
Reinhard Schiest e Egon Wurm, 21 agosto 1978 (con variante).
Quarta salita
Heinz Mariacher e Luisa Iovane, 16 settembre 1979.
Prima ripetizione del percorso originale:
Andreas Orgler e Otti Wiedmann, 14 agosto 1988.
Prima solitaria:
Beat Kammerlander, estate 1984.
Prima invernale
Hans Kammerlander e Friedl Mutschlechner, inverno 1983.
Difficoltà
VI e VI molto sostenuto, con tre passaggi di A0 (oppure VII).
Placca Messner un tratto di VIII.
Dislivello
550 m; 8 lunghezze (per il solo pilastro).
Tempo di salita
6-7 ore.
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