«Il vento che soffia senza sosta, sputandoci in faccia nevischio pungente e gelato, è una tortura. Mentre Charlie si cala dal terzo ancoraggio, chiudo gli occhi per un istante, un istante solo. Vorrei solamente un attimo di tregua. Quando li riapro, la corda non c’è più. Sparita. Mi strofino gli occhi incredula e guardo un’altra volta. Le corde continuano a non esserci.»…

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«Cominciavo a sentirmi debole. Arrivai allo strapiombo, e alla temuta fessura svasa. Continuai ancora a salire, finché il mio corpo non riuscì più ad andare avanti. Sentii il caldo granito di El Cap scivolarmi via dalle mani. Era finita.»