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| Profondamente introspettivo, ma anche arrogante, grandioso, estremista, questo libro ha diviso la letteratura di montagna americana, dissacrando convenzioni, racconti e situazioni. Vincitore al Mountain Book Festival di Banff nel 2001, ha aperto lo sguardo su una concezione dell'alpinismo e della vita che nessuno aveva mai osato esprimere. Dal Monte Bianco all'Himalaya, dal Canada al Pamir, l'alpinismo estremo è stata la risposta di Twight alla "stupidità e alla mediocrità" e, nello stesso tempo, perfino un modo per sfuggire al suicidio. Cinismo, ossessioni, corse, sono accompagnati dai testi di canzoni punk che Twight ascolta durante le proprie scalate, in cui valanghe, morti di amici, soccorsi epici non sono mai ragioni di fuga. Un thriller impenitente, che ha scandalizzato e fatto riflettere dentro e fuori le montagne.
Pagine 240 + XVI tavole fuori testo Prezzo di copertina 17,00 ISBN 88-87890-13-7 |
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L'AUTORE
Mark Twight è uno dei principali alpinisti americani. E' stato il primo a percorrere la Via dei cechi sul Pik Communism in solitaria e il più veloce a salire, sempre in solitaria, Slipstream una cascata ghiacciata alta 900 metri nelle Canadian Rockies. Ha compiuto la prima salita di Deprivation sul Mount Hunter in Alaska e ascensioni estremamente difficili nel gruppo del Monte Bianco oltre che una salita no-stop di sessanta ore sulla Diretta ceca al Mc Kinley. |
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