INTRODUZIONE
di Mark Twight
Alpinismo estremo può voler dire tante cose diverse. In questo libro, lo definiremo semplicemente come
una forma di alpinismo vicina al proprio limite. La parola 'estremo' denota una situazione particolarmente intensa e impegnativa,
che può spesso avere conseguenze molto serie. Per sopravvivere in un ambiente così pericoloso, dove abilità e difficoltà si
rincorrono continuamente, lo scalatore deve avere ben chiaro tanto il proprio obiettivo quanto come raggiungerlo; dopo mesi
di preparazione, quando finalmente attacca la via, deve cercare di muoversi velocemente, rimanendo il più leggero possibile.
Per un atleta allenato ed esperto, solo le vie più dure del mondo possono essere davvero 'estreme'.
Tutto ha avuto inizio sulle Alpi Francesi, ed è da lì che deriva appunto anche la parola 'alpinismo', termine che definisce
la pura essenza dell'arrampicata in montagna. L'alpinismo estremo ci porta ancora più lontano, verso l'ultima frontiera di
questa disciplina, là dove si affronta la montagna con l'approccio più corretto possibile, dove si cerca di non abusare
della tecnologia per sopperire alla mancanza di talento o di coraggio, e non si sfruttano tecniche di progressione dannose
per la roccia. Ed è fondamentale rimanere fedeli a questi principi dall'inizio alla fine, conservando calma e fermezza di
fronte alle sfide che la natura stessa della montagna via via ci propone.
Quando l'attenzione cominciò a spostarsi verso le montagne più imponenti, come le Ande o l'Himalaya, l'alpinismo divenne
logisticamente più complesso. Scomparve quell'idea di parete affrontata contando solamente sulle proprie forze e sulla
corda che legava al compagno, portandosi dietro solo quello che si riusciva a caricare sulle spalle. Iniziarono a spuntare
campi intermedi per il rifornimento, bombole d'ossigeno, un pantano di corde fisse, e portatori Sherpa: insomma, un autentico
assedio.
La nostra definizione di alpinismo estremo segue le tracce di Bonatti e Messner, rifacendosi alla loro lezione morale, ovvero
scalare le vie più dure al mondo con meno materiale possibile. Chiunque volesse applicare questo termine ad un diverso stile
di arrampicata, è libero di farlo.
Questo testo è un concentrato di alpinismo estremo d'avanguardia. Tenere tra le mani questo libro è come trovarsi in una ferramenta
con il libretto di istruzioni di tutti gli utensili elettrici: usateli male, e demolirete ogni cosa. Nonostante si legga come
un manuale, questo testo racconta semplicemente di come i grandi alpinisti affrontano le sfide più estreme, con un occhio di
riguardo per l'esperienza di Mark Twight. Qualche eccellente alpinista storcerà di certo il naso, mettendosi a cavillare su
questo o quel dettaglio, difendendo altri stili di arrampicata o caldeggiando tattiche e tecniche alternative. Quello su
cui tutti saranno però d'accordo è che queste pagine illustrano un metodo ormai divenuto di uso comune nella cerchia privilegiata
degli scalatori di livello internazionale. Ognuno è libero di accettare o meno qualsiasi parte, o la totalità, di questo
libro, dato che in questa disciplina la responsabilità del singolo individuo è un aspetto fondamentale.
Noi crediamo che tanto la scalata quanto la preparazione che la precede siano in verità un processo di trasformazione e
di costruzione; il carattere, è questo che conta più della forza o dell'abilità. Cercheremo di sviscerare questo concetto,
perché rappresenta il vero nocciolo della questione: l'alpinismo estremo è un fatto di volontà, e lo sappiamo tutti. È colui
il quale di fronte alla sfida stringe i denti rifiutando di arrendersi, che diventa un grande alpinista. "Conosci te stesso"
è la prima regola; chi inganna se stesso va in cerca di guai. Ogni via estrema ha un prezzo, e se non sei pronto a pagarlo,
meglio abbassare il tiro.
In montagna incontriamo situazioni di pericolo in cui soltanto un vasto bagaglio di conoscenze permette una risposta adeguata.
È fondamentale avere una precisa competenza su ogni singolo aspetto della vita in parete, ma anche essere in grado di tradurre
in pratica queste nozioni teoriche. Un buon alpinista deve acquisire destrezza in molteplici ambiti: roccia, ghiaccio, neve,
meteorologia, tecniche di ritirata e di bivacco, avvicinamento, ottimizzazione delle energie, alimentazione, tattiche e
strategie, equipaggiamento, sopravvivenza in quota, navigazione, e via dicendo. Più cose sai, insomma, più efficiente e
sicuro sarà il tuo viaggio tra le montagne.
Muovendosi su terreno insidioso, rapidità significa sicurezza. Scalare al proprio limite è come giocare alla roulette russa:
con ogni rotazione del tamburo, le probabilità di trovare la pallottola aumentano. "Continua a salire" è quindi il mantra che
l'alpinista estremo ripete costantemente. Quello di muoversi velocemente è un concetto che permea ogni pagina di questo testo.
Scegli la tecnica che più si addice al tuo stile e alle tue ambizioni. Leggi, studia, metabolizza, rielabora, sfrutta le idee che
funzionano meglio per te, e scarta o ignora ciò che ritieni inutile. Assicurati di essere sulla stessa lunghezza d'onda del
tuo compagno: per alcuni è fondamentale salire una via completamente in libera, e appendersi al materiale sarebbe inaccettabile.
Se non sei un purista altrettanto rigoroso, forse è meglio sceglierti un altro compagno.
Al di là del titolo, Alpinismo Estremo parla tanto agli scalatori alle prime armi quanto ai navigati alpinisti che aspirano
alla fama mondiale. È il singolo lettore a decidere cosa può essergli utile e cosa no.
Si trovano in giro molti libri che illustrano ai principianti le varie tecniche alpinistiche, ma nessuno descrive come i
migliori scalatori affrontano le vie più impegnative. Nonostante le varie avvertenze sulla pericolosità di questa disciplina,
molti di quei libri cercano tacitamente di far passare la falsa idea che attrezzatura moderna e strategie adeguate possano
rendere l'arrampicata un'attività esente da rischi. Se le comuni procedure che adottiamo in montagna possono essere
relativamente sicure nella maggior parte dei casi, quando si spinge al limite le cose cambiano radicalmente.
Noi siamo fermamente convinti che una profonda comprensione di come sopravvivere nelle situazioni più estreme,
unita alla consapevolezza dei rischi sempre presenti in montagna, possa giovare ad ogni scalatore, e non soltanto agli
aspiranti Superman o Wonderwoman.
La diffusione di palestre e muri artificiali ha dato vita a una generazione di scalatori incredibilmente forti su roccia,
ma con un'esperienza spesso irrisoria quando di tratta di situazioni al limite. Riuscire a salire un 7b nel muretto sotto
casa potrà solamente aiutare a finire in guai più grossi, una volta in montagna. Pur glissando sulle basi elementari di
questa disciplina, Alpinismo Estremo mette in guardia i fanatici della plastica, e spiega al contempo come sfruttare al
meglio le proprie capacità nel mondo reale.
È fondamentale inoltre trascorrere più tempo possibile con alpinisti esperti. Ci vogliono anni per imparare a prendere decisioni
importanti, e la compagnia di un vecchio montanaro può evitarci qualche tranello che potrebbe altrimenti rallentare il nostro
apprendimento, se non addirittura esserci fatale.
Se siete invece già pratici del mestiere ma aspirate a salire qualche grande classica, in queste pagine potrete comunque trovare
qualche informazione utile: come muoversi rapidamente, come ridurre gradualmente l'attrezzatura, come raggiungere una buona
forma fisica. Ma anche qualche espediente per sfruttare in modo inusuale il materiale più comune. Vedremo inoltre come
valutare accuratamente tutti i possibili rischi di un'impresa. Forse non vi troverete mai a dover mettere in pratica
queste tecniche, tuttavia avere un'idea dei trucchi del mestiere potrà rendere la vostra progressione più efficiente,
o cavarvi d'impaccio in situazioni pericolose.
Queste pagine sono infine una guida, un insieme di suggerimenti per chiunque sia pronto a portare la propria arrampicata
a un altro livello. Una volta imparate le basi, ogni scalatore che voglia spingersi al limite sperimenterà necessariamente
una serie di sbagli, nuovi tentativi, e nuovi sbagli, pagandone spesso le conseguenze in prima persona. Con questo testo
speriamo invece di abbreviare, per quanto possibile, questo periodo di apprendistato forzato.
Il libro è diviso in quattro sezioni: la prima affronta l'aspetto fondamentale del carattere di un alpinista, e dell'attitudine
mentale con cui si affronta la montagna. Cercate di sopportare la nostra spacconeria, e vedrete come la sottile linea che divide
il successo dalla sconfitta è tracciata nella nostra testa. I tentativi più raffazzonati sono quelli destinati a fallire
prima ancora di infilarsi l'imbrago.
La seconda sezione illustra come prepararsi a una salita impegnativa: allenamento mentale e fisico, forza, potenziamento
cardiovascolare, nutrizione.
La terza parte tratta dell'equipaggiamento: l'abbigliamento più adatto, il materiale più affidabile e la scelta dell'attrezzatura
migliore.
I capitoli finali, incentrati sulla tecnica alpinistica, sono il cuore del libro. Dal momento che l'uso e la scelta
dell'attrezzatura sono due aspetti inscindibili, anche in questa parte abbiamo comunque inserito qualche discorso sul materiale.
Ha poco senso infatti esaminare i vari modelli di fornello da campo al di fuori dell'ambito dei bivacchi. Questi ultimi capitoli
sulla tecnica vi porteranno in cima alla montagna, e poi di nuovo alla base, attraverso una serie di nozioni sulla sicurezza
in parete, i bivacchi, e la comunicazione all'interno della cordata.
Pagina dopo pagina troverete alcune storie di montagna che illustrano i vari aspetti dell'alpinismo estremo. Mark ha vissuto
gran parte di queste avventure, mentre amici e conoscenti le restanti. Pensate ad Alpinismo Estremo come a un
resoconto dal confine dell'immaginabile.
Mark Twight